
Testi funerari: le preghiere, gli scongiuri e gli incantesimi inclusi negli scritti funerari avevano lo scopo di guidare i defunti verso l'aldilà. I primi manoscritti funerari, noti come Testi delle Piramidi, risalgono all'Antico Regno (2686 - 2181 a.C.). I Testi delle Piramidi, incisi sulle pareti della camera sepolcrale della piramide del re della Quinta Dinastia Unis (circa 2345 a.C.), sono la prima importante raccolta di scritti egizi giunta fino a noi. Essi trasmettono un concetto ben sviluppato dell'aldilà.

I Testi delle Piramidi offrono consigli come "getta la sabbia dal tuo volto", poiché si concentrano principalmente sulla protezione del corpo del re. In alcuni passaggi, il sovrano cerca persino di intimidire gli dèi affinché lo accolgano come uno di loro. Otto piramidi successive, dalla sesta alla nona dinastia, contengono copie dei Testi delle Piramidi, per un totale di oltre 800 formule (2345 - 2125 a.C.). Non tutte le formule erano presenti in ogni piramide e non compaiono in un ordine particolare. Durante il Medio Regno (2055 - 1650 a.C.), le usanze funerarie cessarono di essere un privilegio esclusivo della regalità e dei ricchi.
Da quel momento in poi, anche la gente comune poté sperare in un funerale dignitoso e in una vita dopo la morte. Questa evoluzione rese necessari nuovi scritti religiosi: dai Testi delle Piramidi nacquero così i Testi dei Sarcofagi. Conosciuti anche come il Libro delle Due Vie, i Testi dei Sarcofagi venivano utilizzati per guidare il defunto nel suo viaggio verso l'aldilà ed erano incisi in righe verticali sui comuni sarcofagi in legno dell'epoca. Una delle novità introdotte dai Testi dei Sarcofagi fu l'eliminazione della divinità solare come essere supremo. Poiché i defunti erano destinati a trascorrere l'eternità con Osiride, il dio degli Inferi, fu lui a diventare il protettore dei morti.
Antichi testi egizi
Sempre dai Testi dei Sarcofagi nacque il concetto del Campo delle Canne, dove il defunto avrebbe lavorato nei campi per un tempo indefinito arafilando, seminando e mietendo. Fu in questo periodo che venne introdotta per la prima volta l'idea di un lavoratore sostitutivo magico: gli ushabti, statuette mummiformi dotate di formule magiche per attivarle, che avrebbero svolto le attività agricole al posto del defunto. Il Libro dei Morti, un'invenzione del Nuovo Regno (1550-1069 a.C.) nata per continuare ad assistere i defunti nel loro viaggio verso il mondo successivo, sostituì i testi che erano ormai diventati troppo lunghi per essere incisi sui sarcofagi. Quasi la metà delle formule magiche incluse nel Libro dei Morti fu ripresa dai Testi delle Piramidi e dai Testi dei Sarcofagi.

Questi testi contengono numerose vignette che fungono da illustrazioni dei capitoli. Uno dei grandi vantaggi del Libro dei Morti era la possibilità di scriverlo semplicemente su papiro e di copiarlo. Non avendo una struttura fissa poiché derivava da una serie di testi precedenti, i capitoli del Libro dei Morti venivano talvolta duplicati o inseriti erroneamente. Nel corso del tempo, il Libro dei Morti apparve in diverse edizioni, ma ciascuna di esse includeva sempre i capitoli più importanti.
Il Libro del Mondo Inferiore è il nome moderno dato a una successiva raccolta di libri eterogenei, parzialmente derivati dal Libro dei Morti. A differenza del Libro dei Morti, che è una raccolta di formule magiche, preghiere e incantesimi, questi libri sono saggi religiosi che descrivono nei minimi dettagli il viaggio notturno del dio del sole attraverso il regno delle tenebre e parlano anche del mondo ultraterreno. Tra i Libri del Mondo Inferiore figurano l'Amduat, il Libro delle Caverne, il Libro della Terra e il Libro delle Porte.