JEAN-FRANCOIS CHAMPOLLION

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JEAN-FRANCOIS CHAMPOLLION

Scopritore della Stele di Rosetta

Senza il lavoro del celebre linguista francese Jean-François Champollion, oggi non sapremmo nulla della mitologia o della religione egizia. Fino a quando Champollion decifrò il codice nel 1822, la capacità di leggere i geroglifici era andata perduta per 1.500 anni. Poiché suo padre era un bibliotecario, Champollion crebbe circondato da libri scritti in svariate lingue e, fin da bambino, mostrò una straordinaria attitudine per l'apprendimento linguistico. Studiò latino, greco, arabo, siriaco, caldeo ed ebraico, ma il copto, una lingua parlata nell'Egitto tardo, si rivelò la più utile per tradurre i geroglifici. È noto come copto perché i copti erano i cristiani egiziani che utilizzavano questo sistema di scrittura, basato sull'alfabeto greco con l'aggiunta di sette lettere uniche.

Champollion iniziò a ossessionarsi per il significato della Stele di Rosetta nel 1808, quando era ancora un ragazzo. Scoprì che esistevano tre distinti sistemi di scrittura egizia: il geroglifico, usato per la scrittura pittorica; il demotico, impiegato in epoche successive e di natura più corsiva; e lo ieratico, un sistema di scrittura corsivo utilizzato dai sacerdoti. Giunse a questa conclusione confrontando papiri ieratici con testi geroglifici e demotici.

Scopritore della Stele di Rosetta

Champollion iniziò a confrontare la scrittura geroglifica della Stele di Rosetta con la sua traduzione in greco. Il nome TOLOMEO conteneva il segreto. Era noto che i faraoni usavano simboli ovali chiamati CARTUCCI per scrivere i loro nomi. L'ovale rappresentava una corda, a simboleggiare il dominio del faraone su tutto ciò che il sole circonda. Il nome racchiuso in un cartouche simile nel testo geroglifico doveva essere Tolomeo, poiché l'iscrizione greca riportava quel nome. Stabiliti questi caratteri, Champollion passò ad altri nomi (Ptolmis era l'ortografia greco-egizia del nome).

Conosceva il nome Cleopatra grazie a un'iscrizione su un obelisco scoperto sull'isola di File. Un'iscrizione greca alla base dell'obelisco menzionava Cleopatra, quindi Champollion sapeva che si trattava del suo nome. Le ricerche di Champollion sull'alfabeto geroglifico costituiscono le fondamenta di ciò che sappiamo oggi. Sebbene disponessero di semivocali, ovvero suoni simili alle vocali moderne, gli egizi non usavano le vocali. Inoltre, per la maggior parte della loro storia durata 3.000 anni, erano sprovvisti di segni per le consonanti L e O, presenti nei nomi di Tolomeo e Cleopatra.

Champollion affrontò problemi di salute durante la sua lunga carriera nello studio dei geroglifici, e fu per lui una dura prova riuscire a recarsi in Egitto per continuare le sue ricerche. Con la sua morte nel 1832, all'età di 41 anni, una nuova generazione di accademici iniziò a tradurre libri e a svelare il misticismo dei geroglifici.